La residenza dei dati (il luogo fisico in cui i tuoi dati vengono archiviati ed elaborati) è diventata una delle questioni più importanti per le aziende europee. Con controlli normativi sempre più stringenti e regole sui trasferimenti internazionali di dati in continua evoluzione, mantenere i dati nell’UE non è più un semplice vantaggio: è una necessità per il business.
Il quadro giuridico
Secondo il GDPR, il trasferimento di dati personali al di fuori del SEE richiede strumenti giuridici specifici: decisioni di adeguatezza, clausole contrattuali standard (SCC) o norme vincolanti d’impresa (BCR). La sentenza Schrems II ha invalidato il Privacy Shield UE-USA e, sebbene il Data Privacy Framework UE-USA sia stato adottato nel 2023, la sua stabilità nel lungo periodo resta incerta.
Per le aziende che cercano certezza e semplicità, la strada più diretta è mantenere i dati interamente nell’UE. In questo modo non servono complessi meccanismi di trasferimento e si riduce il rischio di future turbolenze normative.
Oltre la conformità: fiducia e sovranità
La residenza dei dati non riguarda solo la conformità legale. Riguarda la fiducia. I consumatori europei preferiscono sempre più spesso fare affari con aziende che rispettano la sovranità dei dati. Un sondaggio Eurobarometro del 2025 ha rilevato che il 78% dei cittadini dell’UE considera importante la localizzazione dei dati quando sceglie un servizio online.
Per le aziende B2B, la residenza dei dati può essere un vantaggio competitivo. I clienti enterprise richiedono spesso garanzie sulla residenza dei dati nei loro processi di acquisto, e poter dimostrare un trattamento dei dati esclusivamente nell’UE può essere decisivo per aggiudicarsi un contratto.
Cosa significa in pratica la residenza dei dati nell’UE
Una vera residenza dei dati nell’UE significa che tutti i dati, sia archiviati sia in transito, restano all’interno dello Spazio economico europeo. Questo comprende i database principali, i sistemi di backup, i nodi CDN, le pipeline di elaborazione e l’accesso del supporto. Significa anche che nessun dipendente o sistema al di fuori del SEE può accedere ai dati, nemmeno per risolvere un problema.
Molti fornitori globali di analytics dichiarano la “residenza dei dati nell’UE”, ma continuano a instradare i dati attraverso sistemi extra-UE per l’elaborazione, oppure consentono al personale di supporto in paesi extra-UE di accedervi. Una vera residenza dei dati richiede un’infrastruttura interamente europea, dall’inizio alla fine.
L’approccio di EuroMetrics
EuroMetrics è nato con la residenza dei dati nell’UE come principio fondamentale. Tutti i dati vengono elaborati e archiviati esclusivamente su server situati nell’UE, senza alcun trasferimento transfrontaliero. La nostra infrastruttura gira interamente su fornitori cloud con sede nell’UE, garantendo ai nostri clienti la piena sovranità sui propri dati.
